Per l'Uisp la festa del Primo maggio è una giornata di manifestazioni sportive organizzate con reti associative e forze sociali, ma anche uno stimolo a riflettere sul tema del lavoro, che recentemente è stato introdotto nel sistema normativo con il riconoscimento del lavoro sportivo: "La Festa dei lavoratori e delle lavoratrici del 1° maggio è occasione per ribadire con forza il valore universale del lavoro come pilastro della dignità umana, della libertà e della democrazia - dice Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - È occasione anche per allargare lo sguardo: il lavoro, nella sua dimensione economica, è ciò che consente alle persone di garantire il proprio sostentamento e di costruire il proprio futuro, ma anche di contribuire al bene comune, tenendo insieme diritti individuali e responsabilità collettive".
"Di contro, in queste settimane, segnate da tensioni internazionali, guerre e incertezze economiche, cresce la preoccupazione per le condizioni materiali di tante famiglie nel nostro Paese. L’aumento del costo dei carburanti, dei prezzi, l’inflazione persistente e la perdita di potere d’acquisto stanno incidendo in modo concreto sulla vita quotidiana, ampliando disuguaglianze, povertà e rendendo più fragili ampie fasce della popolazione".
"Nell'ambito di questo scenario molto complesso, il lavoro deve assumere una rinnovata centralità: non solo per garantirne l'accesso, come diritto per tutti e tutte, ma anche per la sua qualità, stabilità e capacità di garantire prospettive. Nel mondo del lavoro restano forti e strutturali le disuguaglianze di genere. Differenze salariali, minori opportunità di carriera, carichi di cura ancora sbilanciati sulle donne sono elementi che continuano a limitare la loro libertà e autonomia. In questo quadro non possiamo poi ignorare una delle piaghe più gravi, quella degli infortuni e degli incidenti sul lavoro, ancora troppo frequenti e spesso mortali. Ogni episodio rappresenta una sconfitta collettiva e richiama con forza la necessità di investire davvero in prevenzione, formazione e cultura della sicurezza attiva".
"E quando il lavoro è precario o insufficiente, non è dignitoso, l’impatto si riflette negativamente sulla coesione sociale, sullo sviluppo sostenibile e sull’accesso ai diritti fondamentali, a partire da quelli legati al benessere, alla salute e alla partecipazione. Anche il mondo dello sport sociale, per tutti e per tutte, che rappresenta l’impegno quotidiano dell’Uisp, è parte integrante di questo tessuto e risente di queste dinamiche. Le associazioni e le società di base, i circoli, i comitati e le realtà territoriali stanno affrontando costi sempre crescenti e maggiori difficoltà nel garantire accessibilità alle attività, proprio mentre cresce il bisogno di socialità, inclusione e stili di vita sani".
"In questo contesto, riteniamo che le politiche pubbliche debbano rafforzare con decisione il sostegno al lavoro. I recenti provvedimenti del Governo mostrano alcuni segnali di attenzione ma appaiono ancora insufficienti rispetto alla profondità della crisi: serve un intervento più strutturale, oltre agli incentivi alle imprese, capace di sostenere davvero i redditi di lavoratori e lavoratrici, contenere l’impatto dell’inflazione e accompagnare i cambiamenti in atto senza scaricarne i costi sulle persone e sulle realtà più fragili".
"Decine di migliaia di operatori, tecnici, educatori e istruttori contribuiscono ogni giorno a costruire inclusione, salute e relazioni, attraverso la promozione sociale sportiva. Eppure, anche in questo ambito, nonostante i passi in avanti fatti con le recenti riforme legislative, persistono condizioni di precarietà, scarse tutele e limitati riconoscimenti professionali. Come Uisp continueremo a impegnarci perché il lavoro sia sempre più sinonimo di dignità e opportunità, e perché lo sport diventi davvero un diritto accessibile a tutti, non un lusso per pochi, sostenuto da condizioni giuste proprio per chi lo anima ogni giorno".
"Per questo rivolgiamo nuovamente al Governo una richiesta chiara: accompagnare con adeguate risorse e strumenti di tutela la riforma del lavoro sportivo, evitando che il percorso intrapreso si traduca in un aggravio insostenibile per associazioni e lavoratori. In particolare, è necessario intervenire per tempo rispetto alla scadenza delle agevolazioni contributive previste dal decreto legislativo 36/2021, in scadenza al 31 dicembre 2027, affinché ciò non metta in pesantissima difficoltà l’intero sistema sportivo.
Ma riportare al centro delle attenzioni il valore del lavoro, della dignità delle persone e dei diritti sanciti dalla Costituzione, significa anche, superare la macroscopica contraddizione per cui una organizzazione di terzo settore è assoggettata all’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, in misura ben maggiore di quanto previsto per le imprese profit. Una assurdità davvero incomprensibile".
"Concludo queste brevi riflessioni, risottolineando il legame tra le difficoltà economiche e il contesto internazionale segnato da guerre e conflitti. Le crisi globali, come spesso ricordiamo, alimentano instabilità, aumentano i costi e aggravano le disuguaglianze. Per questo rinnoviamo con convinzione un appello alla pace: una pace giusta, duratura, costruita attraverso il dialogo, la cooperazione e il rispetto dei diritti umani. Senza pace non può esserci sviluppo equo, né futuro per le nuove generazioni. Buon 1° maggio a chi lavora, a chi cerca lavoro e a chi ogni giorno si impegna per una società più giusta!"
Uisp è al fianco della Fitel nell'organizzazione dell’iniziativa sportiva “Lavoro in corsa”, che si terà a Roma, in occasione del concertone del 1° maggio di Piazza San Giovanni, e a Trapani. Per tutte le informazioni clicca qui